I bombi sorprendono gli scienziati: “rosicchiano” le piante per farle fiorire prima

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Sospettando che i bombi inducessero le piante a fiorire, il gruppo di ricerca ha avviato una serie di esperimenti. I risultati mostrano che quando le fonti di polline sono scarse, come in una serra o all’inizio della primavera, i bombi possono indurre le piante a fiorire fino a un mese prima del solito.

Questo studio è incoraggiante per due motivi: primo perché indica fortemente che i bombi manipolano i fiori, un’abilità particolarmente utile dato che il riscaldamento globale porta gli insetti impollinatori a uscire prima della fioritura delle piante. Questi insetti dipendono quasi esclusivamente dal polline come alimento per se stessi e per le larve all’inizio della primavera.

È anche un potenziale stimolo per l’offerta alimentare umana: se gli agricoltori potessero forzare le loro coltivazioni a fiorire prima, la produzione alimentare di alcune piante potrebbe aumentare.

Mastri giardinieri 

Per lo studio, De Moraes e Pashalidou — l’autrice principale — e alcuni colleghi hanno posizionato piante di pomodori e di senape nera senza fiori in gabbie a rete con colonie di bombi terrestri senza rifornimento di polline. Hanno poi rimosso le piante dopo che i bombi operai hanno praticato dai cinque ai dieci tagli sulle foglie. Queste piccole perforazioni hanno fatto fiorire le piante di senape nera due settimane prima del solito e le piante di pomodoro un mese prima del normale, secondo lo studio, pubblicato il 21 maggio su Science.

Gli scienziati hanno anche confrontato il comportamento di colonie di bombi con rifornimento di polline e senza rifornimento di polline in gabbie a rete con piante senza fiori. I bombi operai delle colonie con polline raramente hanno danneggiato le piante, mentre quelli delle colonie senza polline lo hanno fatto alacremente. Per assicurarsi che questi risultati non fossero stati influenzati dalle condizioni artificiali del laboratorio, gli scienziati hanno collocato colonie di bombi e una varietà di specie di piante senza fiori sul tetto del loro edificio a Zurigo alla fine di marzo 2018. 

I bombi — una specie europea molto comune — erano liberi di andare in cerca di cibo altrove, nei campi, eppure hanno danneggiato le foglie di tutte le piante non fiorite più vicine ai loro alveari. L’interesse dei bombi per questa attività si è ridotto verso la fine di aprile, quando più piante locali hanno iniziato a fiorire, confermando la teoria che il loro comportamento di “morsicare” le foglie è guidato dall’indisponibilità di polline, affermano gli scienziati.

L’esperimento sul tetto è andato avanti per tutto luglio e gli scienziati hanno scoperto che gli operai di altre due specie di bombi (il Bombus lapidarius e il Bombus lucorum) hanno raggiunto la zona di piante non fiorite e hanno perforato le foglie. Rimane da stabilire quanto sia diffuso questo tipo di comportamento in altri bombi, complessivamente oltre 250 specie in tutto il mondo, affermano gli autori. 

Craccare il codice 

La relazione reciprocamente vantaggiosa tra insetti impollinatori e fiori risale a circa 130 milioni di anni fa. Le piante forniscono il cibo agli impollinatori, e in cambio questi fecondano i loro fiori. Ma non c’è beneficio per nessuno dei due se non sono sincronizzati tra loro, quindi hanno trovato il modo di comunicare. 

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